Marketing per fast food

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Aprire un fast food per molti potrebbe essere anche facile ma aprire un fast food di successo, fidatevi, è già molto diverso. Quali sono le principali attività sottovalutate? Quali processi richiede il raggiungimento del successo? Sono diverse le domande che è giusto porsi in relazione all’avvio di una nuova attività, oggi analizzeremo un brand americano il Wedl’s Hamburger ma vedremo anche come in generale sia possibile migliorare qualsiasi tipo di fast food cominciando a relazionarci con giusti strumenti di marketing e comunicazione.

Nota: nell’articolo faremo diversi esempi presi dal sito di Pinterest, registratevi gratuitamente per poter vedere anche gli esempi correlati.


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L’immagine coordinata

Il percorso di costruzione dell’identità aziendale che pone le basi d’avvio di una qualsiasi azienda è anche detta immagine coordinata. Essa è composta solitamente da logo, menù, insegna, bigliettino da visita, sito web ma noi ci aggiungiamo anche sigle video, social media, magazines, abbigliamento professionale, interior design, packaging. Già perchè praticamente qualsiasi cosa esca dal vostro locale o lo coinvolga in qualche modo è esso stesso un mood cioè il vostro tema, la vostra personalità e la vostra “essenza”.

Per faravi un esempio pratico, prendete il brand McDonald’s, tutto ciò che rappresenta il brand è personalizzato anche le cose più impensabili: i tablet per le ordinazioni, il packaging d’asporto, il cappellino dei camerieri o gli indicatori stradali nelle vicinanze della struttura. Le persone devono percepire e assaporare una sorta di anteprima di chi siete già da queste piccole cose, per distinguersi dagli altri competitors, per essere Diversi (si con la D maiuscola!).

La diversità va saputa creare e tracciare. Diverso non significa casuale nè improvvisato, distinguere un naming (nome del tuo locale) o un logo costruito in un determinato modo è un processo che richiede un know-how (operatività pratica) specifico. Solitamente gli step per costruire un’immagine coordinata eccellente sono i seguenti:

  1. Brainstorming: prendete un bel foglio A3, scrivete in centro il nome della vostra attività e fate partire delle frecce tutte intorno. Scrivete, quindi, qualsiasi cosa vi venga in mente pensando al vostro brand come ad esempio colori, forme, immagini che lo rappresentano, ingredienti chiave, stile comunicativo (aggressivo, ironico, giovanile ecc…).
  2. Ricerca delle immagini connotative ed evocative: cominciate a cercare tutte le rappresentazioni fisiche che può avere il vostro brand (immagini connotative) come ad esempio il tipo di arredamento, la tipologia di abbigliamento professionale ecc… . Mentre un ulteriore ricerca da effettuare sono delle immagini che ricalchino sensazioni, emozioni, stile di vita che vengono chiamata immgini evocative.
  3. Creare un moodboard: a questo punto è il momento di creare una composizione che racchiuda visivamente tutto ciò che è il nostro locale. Andremo a creare un moodboard, cartaceo o digitale scegliete voi, dove inseriremo tutte le immagini che rappresentano al massimo il nostro brand, chiaramente potete inserire anche le immagini evocative e connotative trovate in precedenza. Ecco degli esempi di moodboard:
    1. Esempio.
    2. Esempio.
    3. Esempio.
    4. Esempio.
  4. Ricercare e ispirarsi da eventuali brand famosi esistenti (esempio Roadhouse, Old Wild West ecc… per fare farvi capire cosa intendiamo per brand famosi). Attenzione non vuol dire copiare! Significa ricercare eventuali punti in comune nello stile comunicativo. Consigliamo di farsi un giro su Pinterest (registrazione gratuita) e cercare le keywords:”fast food logo design” o simili, verranno fuori diversi risultati utili. Inoltre se ne aprite uno, in basso, appariranno altri risultati simili.
  5. Creare le bozze del logo ovvero disegnare a mano in digitale! Già in questa fase sarebbe meglio affidarsi ad un professionista ma se siete bravi nel disegno potete abbozzare dei loghi, scansionarli e caricarli al computer per una fase di editing con software come Adobe Illustrator. Successivamente si prosegue con la creazione di possibili varianti e ottimizzazione finale. Miraccomando creando sempre anche una variante bianco e nero del logo, è fondamentale per la riconoscibilità del marchio in tutte le situazioni in cui lo andrete ad inserire.
  6. Creazione dei mockup cioè la realizzazione di rendering 3D dei bigliettini da visita, insegna, menù ecc.. senza necessariamente stamparli. Questo è possibile tramite Photoshop utilizzando i tanti mockup disponibili su Internet. Come funzionano i mockup? Basta scaricare un modello (qui un sito molto buono e gratuito) e sostituire nel livello indicato su Photoshop l’elemento del mockup con il tuo logo. Trovate qui un tutorial su come creare un mockup in Photoshop partendo da un file scaricato sul sito indicato prima.
  7. Una volta che siete convinti dei vostri mockup arriva il momento della stampa, cercate di rivolgervi ad una tipografia di professionisti e consegnate loro il materiale nei formati necessari (.pdf, .psd, .ai di solito). Fate prima delle stampe di prova, valutate il risultato e decidete se fare altre stampe.
  8. Come ulteriore passaggio, se non lo avete fatto già prima, realizzate anche delle grafiche per i vari social network:
    1. Copertina Facebook (risoluzione: 828 px x 315 px).
    2. Monogramma Instagram (in pratica una versione abbreviata del vostro logo contente solo le iniziali, risoluzione:
      160 px X 160px ).
    3. Immagine post Linkedin (risoluzione:
      520px x 320px oppure potete usare un formato più grande tipo 2519px x 1550 e vedere se caricandolo Linkedin lo scala correttamente senza perdere qualità).
  9. Infine esiste un ultimissimo passaggio, per molti facoltativo, secondo noi di mrktgram fondamentale ovvero la creazione di background (sfondi), sigle video, animazioni video, template grafici pronti all’uso nel caso di lancio di un nuovo prodotto, un’offerta o un post. Invece di creare tutto in fretta e furia, avere del materiale già pronto diventa un’ottima soluzione, utilizzate la suite gratuita Canva, troverete molti template pronti e da modificare al volo.

Abbiamo quindi tutto il materiale necessario per lanciare la nostra attività di fast food, facciamo un breve recap immaginando di dover rilanciare il brand @wedlshamburgerstand partendo da alcuni punti fondamentali come il menù, il sito web, l’account Instagram e in generale facendo qualche esempio di immagine coordinata per un fast food:

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Il menù

Il pezzo di carta più richiesto in un locale sicuramente è il menù. richiede una grande attenzione poichè occorre utilizzare colori, grafiche, font (caratteri) e nomi delle pietanze in linea con il vostro brand, ecco qualche esempio:

Inoltre negli ultimi anni si è fatto sempre più spazio il menù digitale ovvero uno sfogliabile online, tramite sito web o Instagram stories in evidenza, delle vostre specialità. Specialmente dopo la pandemia Covid-19 le soluzioni digital sono diventate utili e fondamentali per contenere il contagio dato dal passaggio del menù cartaceo da una mano all’altra.

Ecco qualche esempio di menù digitale su sito web (anche con possibilità di ordinare online):

Qui invece degli esempi di menù digitali provenienti dai profili Instagram:

Cameriere: Abbiamo praticamente di tutto sul nostro menÙ .”
Cliente: Vedo. Adesso me ne può portare uno pulito?

Cit. Jacob Morton Braude

Sito web

Un portale internet dedicato alla vostra struttura renderà molto più agevole, da parte dei vostri nuovi e potenziali clienti, il reperimento delle informazioni ma potete raggiungere l’eccellenza inserendo anche un blog. Il motivo? Il blog è lo strumento ideale per generare contenuti detti:”long-content”. Esistono, infatti, due tipologie di contenuti:

  • Long-content cioè contenuti lunghi, quindi, video su YouTube, newsletter, articoli sul blog, video su IGTV o sul feed Instagram (quelli quadrati di durata di 1 minuto) o un post Facebook ben articolato e strutturato. Questa tipologia di contenuti serve a generare un maggior legame e relazione emotiva e personale con il cliente o potenziale cliente.
  • Short-content cioè contenuti brevi, ovvero foto su Instagram, caroselli e Instagram stories. Questi contenuti, a differenza dei primi, vengono consumati velocemente per cui l’utente sarà attratto se si verificano due condizioni:
    • Interesse generale dell’utente verso il brand a prescindere dal contenuto.
    • Originalità e qualità del contenuto, ad esempio una foto ben fatta ad un panino che genera curiosità.
    • Algoritmo di Instagram, quindi in base alle interazioni precedenti dell’utente, il social network mostrerà i nostri contenuti all’utente.

Generalmente gli short-content servono ad attirare la potenziale clientela o mantenere alta l’attenzione verso clienti già ottenuti mentre i long-content servono per fidelizzare i clienti che già possediamo o eventualmente attirare ancora di più il potenziale cliente nella nostra sfera di influenza.

Ritornando al discorso del blog tramite degli articoli riguardanti la preparazione dei panini piuttosto che raccontare i vostri valori di riferimento, potete generare interesse e curiosità nel vostro brand. Chiaramente potete anche non parlare sempre e solo di cibo, esprimete un parere su trend attuali, date la vostra opinione in merito ad un fatto di cronaca recente e schieratevi, non c’è cosa peggiore di un brand senza personalità. L’importante è mantenere sempre quella linea di comunicazione e quel “tono di voce” che vi contraddistingue sia sul blog che su Instagram (magari sfruttando la lista amici più stretta) o altri social media.

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Potrebbe capitare che riguardo ad alcuni argomenti non abbia senso andare a scrivere un articolo sul blog, ecco perchè potreste usare le Instagram stories magari con un template creato da voi precedentemente con Canva, in cui andrete a modificare solo una grafica o del testo:

Social network

La diversità della comunicazione avviene anche sui social media, i contenuti che pubblichiamo su Facebook, infatti, devono essere molto diversi da Instagram. Il motivo? Piattaforme diverse prevedono una legge non scritta di comunicazione diversa. Diciamo che Facebook è diventato un ambiente un pò formale quasi di amministrazione pubblica mentre Instagram richiede un occhio particolare per foto di qualità, uso di filtri o preset ed effetto bokeh. Insomma ci trasforma tutti in fotografi professionisti tendendoci a mostrare la parte migliore di noi stessi e del nostro brand, dunque ecco qualche esempio di fast food con una serie di foto ed anteprime ben curate:

Occhio sempre alla risoluzione:

  • Storie Instagram: 1080px x 1920px.
  • Foto feed Instagram: 1080px x 1080px.
  • IGTV video: 1080px x 1920px (ma accetta anche video orizzontali a 1920px x 1080px, noi però consigliamo il formato verticale, il primo indicato).

Per Facebook invece:

  • Post feed Facebook: 1200px x 900px (ma anche il formato quadrato 1080px x 1080px va bene).
  • Foto profilo/pagina pagina Facebook: 170px x 170px (nel senso che vengono ritagliate queste dimensioni dall’immagine scelta).
  • Copertina pagina Facebook: 820px x 312px (anche se da mobile le cose cambiano, vedi questa foto).

Infine ecco un paio di esempi di immagine coordinata per fast food:

“L’identità online è raccontare se stessi.”

Cit. Matteo Rubboli

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Newsletter marketing

Le e-mail sono state uno dei primi strumenti messi a disposizione dal web. Già a partire dai primi anni 2000 cominciò la diffusione anche in Italia mentre oggi, paradossalmente, sono indispensabili per iscriversi a qualsiasi tipo di servizio online. Ma non è tutto, l’e-mail marketing, ossia quel ramo della pubblicità legato alla fidelizzazione del cliente via mail, si è evoluto molto nel tempo. Abbiamo detto fidelizzazione del cliente giusto? Quindi utenti che hanno già comprato da noi! Ebbene in passato, complice un’assenza di leggi e norme a tutelare il settore, molte aziende recuperavano indirizzi mail da forum, chat e archivi bucati del web per riempire le casse postali di pubblicità spazzatura.

Per capirci i messaggi tipo erano simili a quei volantini che mettono sotto le porte o che trovate nei tergicristalli delle vostre auto. Ovviamente era tutto un:”maxi sconti”, “offertissime”, “fuori tutto!” i messaggi più noti. Niente contenuti di valore. Ecco quindi che nel tempo le persone hanno cominciato ad associare l’e-mail marketing e le newsletter a una pratica intenta a “rubare soldi” nel senso che sapevi già che volevano venderti l’ennesimo aspirapolvere in offerta limitata o il frullatore multi uso.

Fortunatamente la situazione è migliorata nel tempo trasformando l’e-mail marketing in un canale di comunicazione per contenuti premium gratuiti. Esatto proprio il contrario della strategia “spam” senza senso che attuavano le aziende anni fa. I contenuti inseriti in una newsletter possono essere video del vostro locale, foto di eventi, interviste esclusive al vostro staff ma sia chiaro, adesso le leggi e le norme sull’e-mail marketing ci sono eccome, vietato aggiungere indirizzi di cui i proprietari non vi abbiano dato il consenso, il quale, deve essere sempre modificabile facilmente. In pratica se un cliente non vuole più saperne di ricevere le vostre comunicazioni deve poter disiscriversi con 1 click.

Struttura

Come si crea una newsletter per un fast food? Quali sono i software consigliati? Come si realizza un layout accattivante? Quali sono i parametri da tenere in considerazione per analizzare l’efficacia di una newsletter? Vediamo di rispondere a queste domande in questo paragrafi dedicati.

Innanzitutto c’è una grande differenza tra un software di newsletter o un sito/programma per spedire una mail. Il primo si limita ad un contenuto perlopiù testuale, chiaramente con la possibilità di inserire degli allegati di qualsiasi tipo, mentre il secondo riserva diverse opzioni extra tra cui l’oscuramento delle mail dei destinatari o la possibilità, appunto, di creare delle mini pagine web che saranno poi le nostre newsletter. L’estetica quindi è una delle caratteristiche più importanti per questo straordinario strumento di marketing, ma chiaramente, occorre non solo avere la stoffa di buona qualità ma anche cucirgli una forma corretta.

Software

Come accennato in precedenza ci sono software dedicati proprio per le newsletter, in particolare il migliore per cominciare è sicuramente Mailchimp gratuito fino a 2000 contatti, 10000 mail inviate per mese e 2000 al giorno. Esistono anche altri programmmi come Sendinblue o ancora Getresponse che consente di creare delle newsletter davvero professionali in termini di grafica e funzionalità. Restando in tema di piattaforme vi consigliamo anche iubenda, vi servirà infatti per la questione burocratica della consent solution cioè per acquisire in modo legale contatti, si tratta di un database sempre aggiornato da integrare nei vostri moduli di acquisizione contatto. Per altre informazioni sugli adempimenti che bisogna effettuare vi rimandiamo al loro sito ufficiale: iubenda.it.

Contenuti

Ogni mail proveniente dall’iscrizione ad una newsletter dovrebbe avere come cavallo di battaglia un solo obiettivo: mostrare contenuti di qualità. Sembra assurdo ma quando le persone inseriscono la propria mail per ricevere le vostre comunicazioni stanno facendo un grande “sforzo”. L’uomo è per natura pigro nel senso che concentra le energie solo per le cose che ritiene veramente vitali, questo significa che se avete un nuovo iscritto dovrete fare veramente il massimo per offrirgli contenuti eccellenti cercando così di fidelizzarlo nel tempo. La disiscrizione, seppur non mai scontata, diventerebbe come perdere un cliente.

Vediamo quali contenuti inserire nella newsletter di un fast food:

  • Web series del vostro locale: 5 clips dove a turno i tuoi dipendenti parlano del loro compito specifico ad esempio Marco parlerà di cosa fa come cameriere, Carlo della sua organizzazione in cucina, Luca della sua giornata tipo come cassiere ecc… .
  • Il mese del….. : una rubrica testuale su un piatto o prodotto del mese dove lo raccontate secondo lo stile che caratterizza il vostro locale. Parlate della storia del piatto, la composizione, preparazione, presentazione ecc… . Ogni mese un argomento diverso tipo:” il mese del cavallo” dove parlate di carne di cavallo, “il mese dell’hamburger vegano” dove descrivete questo nuovo trend ecc… .
  • Clip con le fotografie delle migliori serate.
  • Top Instagram IGTV video.
  • Prossimi eventi nel vostro locale e possibilità di prenotazione per le serate a numero chiuso.
  • Prossime partecipazioni a sagre ed eventi.
  • Ricette veloci da preparare in casa con i tutorial del vostro chef.

Qui invece trovate degli esempi grafici di newsletter:

Come raccogliere nuovi contatti

Tutto bello ma come raccogliamo nuovi contatti? Li chiamiamo con le vecchie “chiamate a freddo” con l’elenco telefonico accanto? Assolutamente no! Vediamo qualche consiglio:

  • Sfruttare il link in bio su Instagram per reindirizzare ad una landing page o sulla pagina di iscrizione alla newsletter del vostro sito web.
  • Su IGTV è possibile inserire un link esterno al video anche con 0 followers, anche qui potete reindirizzare al vostro sito web o landing-page. Stesso discorso per lo Swipe up delle stories ma servono 10000 followers in questo caso.
  • Sfruttare un link inserito alla fine di un articolo del vostro blog. Se usate WordPress esiste il plugin “shortcode” per inserire in maniera periodica un testo di descrizione della vostra newsletter + link per iscriversi senza scriverlo ogni volta.
  • Inserire un banner o un bottone nel footer (parte bassa del vostro sito) con una call to action all’iscrizione alla vostra newsletter.
  • Sfruttare il post fissato in alto della vostra pagina Facebook, in pratica potete creare un post con la descrizione della vostra newsletter ed inserire un link all’iscrizione. La particolarità del post fissato in alto? Sarà la prima cosa che gli utenti vedranno appena entrano nella vostra pagina, salvo che voi non la sostitute con un altro post o lo rimuovete.
  • Utilizzare le ads (inserzioni a pagamento) e quindi spendere del budget per far visualizzare un annuncio di iscrizione agli utenti di Instagram, Facebook o Messenger.

Parametri per misurare l’efficacia delle newsletter

Quali parametri prendere in considerazione per una newsletter di successo? Sicuramente troviamo in prima posizione l’open rate ovvero la percentuale di aperture delle nostre mail, se non le apre nessuno o quasi si vede che le persone sono poco inclini o interessate all’argomento. Ecco perchè il titolo diventa un fattore fondamentale per attirare l’utente, diciamo che un open rate del 10% viene considerato scarso mentre uno sopra il 30% è ottimo.

Le vostre mail dovrebbero sempre contenere dei link esterni che rimandano a video o ad articoli. Inserire i collegamenti non è solo utile a far crescere i vostri canali di comunicazione ma diventa un’occasione per misurare il click through rate (CTR) ovvero la percentuale di click sui vostri collegamenti. Indirettamente acquisite anche informazioni su quali temi interessano di più i vostri lettori e come interagiscono con la vostra newsletter, generalmente un CTR sotto all’1% è scarso mentre sopra al 5% è ottimo.

Altro fattore importante è la deliverability detto anche bounce rate cioè la percentuale delle newsletter inviate che sono arrivate con successo a destinazione. Voi potrete dire:”ma perchè non dovrebbero arrivare a destinazione?”, la domanda è lecita, i motivi sono diversi. Ad esempio il vostro iscritto potrebbe aver utilizzato una mail e dopo qualche tempo averla cancellata piuttosto che il vostro indirizzo mail viene rilevato come spam dai provider dei vostri iscritti. Un consiglio che possiamo darvi è fare dei test prima di inviare una newsletter magari ad un gruppo mail di vostro possesso ma sopratutto di provider diversi come per esempio Libero mail, Gmail, Yahoo mail, Hotmail. Insomma testate cosa e come arrivano le vostre mail nelle caselle di destinazione ed eventualmente contattate il vostro provider o il supporto del software di newsletter che utilizzate per risolvere i problemi.

Creare il proprio Netflix aziendale

Più volte abbiamo accennato a quanto sia fondamentale generare dei contenuti di valore per i nostri utenti, followers o clienti che siano. Nel mondo del marketing esiste una credenza tale per cui un utente prima di passare da lead (potenziale cliente) a cliente finale (conversione) entra in contatto con noi per almeno 7 volte, anche da canali differenti (Instagram, blog, YouTube ecc…). Possono sembrare poche 7 interazioni, in realtà sono molte, non è detto che un utente vedendo un post Instagram o un video su IGTV si iscriva direttamente alla newsletter o diventa un nostro cliente acquistando un prodotto.

Capite bene che le persone sono bombardate da contenuti di vario tipo sui social e passano con una notevole rapidità da un’app all’altra, da un e-commerce ad un altro solo per scrollare all’impazzata alla ricerca di nuovi contenuti. Se saremo bravi nella nostra comunicazione, state sicuri, gli utenti torneranno da noi, magari passerà del tempo forse mesi ma la costanza deve essere la nostra arma migliore. Se è veramente interessato ai nostri prodotti e con i giusti strumenti di marketing sapremo agire sulle leve emozionali del lead allora questo prima o poi comprerà o ci contatterà per avere ulteriori informazioni.

“Internet non è solo un veicolo, è una forma di cultura. La rete è innanzitutto un concetto filosofico”.

Cit. Jovanotti.

L’abnegazione e l’incessantismo prima di tutto! Solo così avremo più possibilità di instaurare un canale di comunicazione con queste persone ed entrare nella loro testa in modo stabile. Ecco perchè vi consigliamo un ottimo modo per tenere alta l’attenzione del vostro pubblico, potete farlo creando un vostro Netflix di contenuti aziendali. Come? Usando YouTube, IGTV o se avete del budget facendovi sviluppare un app con il nome del vostro locale per smartphone e tablet. Cominciate a realizzare dei video raggruppandoli per Playlist, ognuna di queste tratterà un tema specifico e sopratutto con gli algoritmi delle piattaforme citate se i vostri utenti resteranno a guardare per più tempo i vostri video vedranno automaticamente nel feed home di Instagram o YouTube i video che caricherete in futuro. In pratica le piattaforme danno visibilità ai brand per cui gli utenti mostrano interesse!

Ecco un esempio per YouTube di un ristorante – pizzeria – wine bar che ha creato un Netflix di contenuti con le playlist:

Conclusioni

Abbiamo visto quanti miglioramenti è possibile implementare nel marketing di un fast food: dall’immagine coordinata all’e-mail marketing, fino ad arrivare, alla creazione di un Netflix personalizzato. Instaurare un rapporto di fiducia con i propri utenti e clienti è il primo passo verso il successo! Voi cosa ne pensate? Avreste migliorato altro? Fateci sapere nei commenti qui sotto!

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