Come attirare clienti in una pizzeria

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Creare una pizzeria, un ristorante o un fast-food che sappia davvero arrivare al successo portando clienti e fatturato alle stelle è un processo molto lungo e imprevedibile. Al giorno d’oggi la vendita di un prodotto o servizio dovrebbe solo essere la conseguenza di una corretta campagna e promozione marketing del proprio brand, tuttavia non è così. Vediamo in questo articolo alcuni consigli e raccomandazioni su come attirare clienti in una pizzeria (strategie rimodulabili anche per ristoranti e fast-food).


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Entrare nella testa delle persone

Quando si pensa di voler avviare una propria attività nel settore food occorre pensare in largo anticipo una moltitudine di processi per il corretto avviamento dell’impresa. Purtroppo, nel 2020, per qualcuno vige il concetto:”apro un ristorante, prezzi bassi, prodotti buoni, caffè e amari di fine pasto offerti. Mettiamo un paio di pubblicità nelle bacheche cittadine e qualche spot sulla tv locale o sul web e poi la carretta cammina da sola”.

Tutto questo è sbagliato. Almeno in gran parte. Oggi la maggior parte delle persone non compra una pizza, un piatto di pasta o un panino ma bensì compra un’emozione. Ti sei mai chiesto cosa trasmette il tuo locale o cosa vuoi che trasmetta? Quale messaggio e valori comunichi con il tuo arredamento o che tipo di post crei sui social network come Instagram o Facebook?

Poniti queste domande e se ancora nel 2020 non fai altro che mettere un post a settimana con l’offerta del giro pizza a 10€ o delle patatine con bibita in omaggio ti trovi in alto mare, ma a tutto ciò si può ancora rimediare.

Food marketing e psicologia

Può sembrarti strano ma la mente umana non è perfetta. L’uomo ha creato nel bene o nel male la società in cui viviamo oggi: puoi comprare su Amazon prodotti che arrivano dopo 2 giorni con Prime, vedere un film come se fossi al cinema con Netflix (direttamente dal divano di casa!) oppure ordinare del cibo cinese/messicano su una delle tante app di food delivery come Deliveroo. Tutto questo purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) delle attività dei comuni cittadini come negozi di elettronica, cinema locali e attività con cibo d’asporto.

Strano vero? Non ti capita di associare delle azioni a delle app, servizi o strumenti?

  • Amazon: comprare qualsiasi prodotto (o la maggior parte) direttamente da casa.
  • Netflix: guardare serie TV o film dal divano di casa.
  • Deliveroo: non voglio cucinare e ordino cibo già pronto.

Eppure, come accennato prima, potresti benissimo recarti in un centro commerciale o nel negozio di elettronica vicino casa tua e comprare ciò che desideri piuttosto che andare in un multisala per vedere un film o ancora cucinare da solo la pietanza che vuoi.

Non si tratta solo di comodità! Brand come Amazon, Netflix o Deliveroo giocano molto sulla psicologia delle persone e sulla comunicazione. Senti parlare inizialmente di loro tramite un passaparola piuttosto che in un’ads su Instagram, Facebook o YouTube, così cominci a fare qualche ricerca e vedi che hanno una trial gratuita (una prova, una demo) di 30 giorni per testare i loro servizi e successiamente abbonarti. A quel punto loro hanno già vinto 4 a 0 sul tuo cervello. Per natura l’uomo fa fatica a disfarsi di qualcosa che reputa prezioso, utile, produttivo o che in qualche modo doni valore aggiunto alla sua vita.

Cosi ti ritrovi nel loro ecosistema, sei una risorsa preziosa perciò di tanto in tanto hai delle agevolazioni come accesso a promozioni esclusive piuttosto che la visione di un contenuto premium magari pagando una piccolissima cifra. Insomma stanno facendo up-sell/cross-sell (arrotondando il carrello medio) e tu sei felice di pagare perchè per te quel prodotto/servizio/contenuto rappresenta un valore aggiunto.

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Incessantismo

Il paragrafo letto appena sopra sembra ad un certo punto uscire da un film di fantascienza, eppure è la realtà, ma la cosa più importante è che quel forte valore aggiunto che porta gli utenti verso le aziende citate prima, puoi crearlo e sperimentarlo anche tu nella tua attività o nell’impresa che vuoi far nascere.

Chiaro, probabilmente non avrai i miliardi di Euro da spendere in pubblicità sui canali online ed offline ma con un piano di programmazione marketing e un discreto budget iniziale puoi veramente iniziare a fare moltissime cose. La regola numero uno è: costanza. La tua pizzeria (o ristorante/fast-food) è una piccola-medio impresa e diventa fondamentale un’assidua presenza online sfruttando piattaforme come Instagram e IGTV per comunicare a livello eccellente chi sei, cosa fai e quali sono i tuoi valori.

La costanza diventa fondamentale, poichè dovresti ogni giorno postare un contenuto di valore per i tuoi utenti (o potenziali clienti), in poche parole quello che noi in mrktgram chiamiamo incessantismo. Se non puoi farlo ogni giorno cerca comunque di avere un pubblicazione di post o video regolare magari 3-4 volte a settimana sfruttando le stories per contenuti veloci.

Chi non è perseverante, non otterrà mai alcun cambiamento.

Cit. Tom Regan

Crea un percorso educativo

Il tuo piano per attirare clienti nella tua pizzeria comincia con un ragionamento inverso, diverso da quello che ti ha inculcato la società fino ad oggi:”Promuovo la mia azienda per vendere” deve diventare:“Comunico i valori della mia azienda, successivamente, chi vuole e chi apprezza il mio lavoro, stile comunicativo e qualità della mia immagine sceglie di comprare il mio prodotto o servizio”.

Notate come ci sia una differenza pazzesca tra le due affermazioni? 50 anni fa vivevamo nell’era della scarsità, basti pensare che specialmente nei paesini attività come panifici, macellerie o botteghette alimentari erano contate sulle dita di una mano.

Oggi viviamo nella società dell’abbondanza, mega discount offrono tutti i tipi di generi alimentari che vogliamo a prezzi stracciati magari di importazione americana o dalla Turchia ma d’altronde:”che importa? Si risparmia!” (tipico pensiero comune).

Offrire un prodotto a basso costo non è la chiave di volta per la tua attività devi quindi creare un percorso educativo che agisca sulla psicologia degli utenti e gli faccia capire di cosa si occupa la tua attività, quali valori incarna e come un utente potrebbe identificarsi all’interno del tuo locale.

Ecco un esempio di percorso educativo per attirare nuovi clienti nella tua pizzeria:

  1. Crea un video professionale e promuovilo con Instagram ads (e Facebook ads se vuoi) geolocalizzato nella tua zona: questo spot deve raccontare in 20-30 secondi chi è la tua attività, quali sono i tuoi valori, quali emozioni vuoi trasmettere. Fine. Punto. Non devi parlare di prodotti, promozioni o eventi a pagamento, agisci solo sul raccontare delle emozioni e sensazioni.
    • Qui degli esempi realizzativi alla portata di qualsiasi video maker presente nella tua zona: video 1, video 2, video 3.
  2. Re-marketing: una volta che hai lanciato il tuo video lascialo scorrere per una settimana ed eventualmente crea nuove video ads simili alla prima, quindi sempre con video brevi ed emozionali senza proporre servizi o prodotti. Una volta che avrai acquisito un buon numero di visualizzazioni (e perchè no magari qualche interazione come commento o messaggio su chat) dovrai utilizzare il 30%/50%/70% del pubblico che ha guardato tutto il tuo primo spot (o quello che ha performato di più) per far vedere loro un nuovo video basato sulle tue pizze, come prepari l’impasto, le tipologie di farine che usi, uno sguardo alla tua location, gli ingredienti che usi o i tuoi partner/fornitori di fiducia. Anche qua non devi promuovere in alcun modo offerte e promozioni, devi solo raccontare qualcosina in più sulla tua pizzeria. Questo processo è anche detto re-marketing ovvero utilizzare un pubblico che ha già visto un tuo contenuto per mostrargliene un altro.
  3. Quasi sicuramente, se i vari video sono stati realizzati da professionisti, per conseguenza riceverai qualche follow o mi piace al tuo profilo Instagram o pagina Facebook. Questo pubblico va “nutrito” significa che ogni giorno (il famoso metodo della costanza e incessantismo) dovrai mostrare loro dei contenuti (gratuiti chiaramente) sulla tua attività. Può essere ad esempio la pizza del giorno, un video mentre impasti la pizza o un’intervista al tuo pizzaiolo per capire dove si è formato come professionista. Cerca comunque di individuare già da ora un prodotto di prima linea da mostrare, magari una pizza che fai solo tu nella tua zona piuttosto che insistere nel raccontare il sapore di un ingrediente. In ogni caso puoi pensare di creare una nuova campagna ads con obiettivo promozione del tuo profilo per ottenere un pubblico a cui far vedere i tuoi post. Inoltre è anche una questione di algoritmo, Instagram e Facebook premiano in visibilità i profili/pagine che ricevono molte interazioni e tendono a far scomparire nel dimenticatoio del feed chi non pubblica quasi nulla sul proprio feed/bacheca.
  4. L’incessantismo non parte il 1 febbraio 2020 e termina il 1 marzo 2020, devi essere costante nel tempo, il tuo brand diventa la tua testata giornalistica. Chi compra un quotidiano che esce un giorno si e l’altro no? Per cui siediti a tavolino a programma i contenuti da pubblicare nel tuo spazio social per i prossimi mesi. Se hai del materiale pronto puoi utilizzare il Facebook & Instagram creator studio cosi puoi programmare i contenuti per date e ore specifiche e automaticamente si pubblicheranno da soli!
  5. Facciamo finta che sono passati 6-7 mesi da quanto hai cominciato la pratica dell’incessantismo, sono ancora pochi ma possiamo già sperimentare un piccolissimo funnel di vendita (non sai cos’é? Qui ulteriori informazioni sul funnel di vendita, cerca il paragrafo sui funnel di vendita) con obiettivo l’acquisto di una promozione o chiamata per prenotare presso la tua pizzeria una cena.
    1. Agiremo come al solito sulla psicologia delle persone: se hai correttamente seguito il punto 2 avrai cominciato a parlare della tua attività, di come lavori e quali sono i tuoi ingredienti o pizze migliori. Ovviamente seguendo il punto 3, invece, avrai continuato questa attività sui social con una certa costanza. Quello che si verrà a creare è che le persone ti identificheranno come un brand autorevole sul quel campo specifico (esempio: se hai fatto vedere che tratti di pizza biologica con ingredienti a Km 0 verrai identificato come tale).
    2. Hai già comunicato la tua identità, hai un seguito (anche piccolo va bene) di persone o potenziali clienti e adesso è il momento di lanciare una pre-offerta chiedendo la mail del tuo pubblico in cambio. Puoi facilmente lanciare questa richiesta tramite un’ads su Instagram o Facebook dove dici che stai per lanciare un evento (magari un’inaugurazione) del tuo locale e chi si iscrive in lista riceverà uno sconto/una bibita in omaggio/una promozione famiglia o qualunque altra cosa utile a richiamare l’attenzione degli utenti. Attenzione avete notato come soltanto dopo un lungo “riscaldamento” del potenziale pubblico stiamo cominciando la fase di promozione? Anzi non abbiamo ancora iniziato questa è soltanto la parte di acquisizione delle mail.
    3. Le mail sono importantissime, tuttavia in passato se ne è fatto uso sbagliato, le aziende rintracciavano le mail degli utenti sul web e li bombardavano di offerte e sconti. Quello che succedeva è che il 99% di queste finivano sulla spam poichè ritenute inutili. Le mail vanno sfruttate a dovere, sono preziose. Innanzitutto la stessa raccolta prevede un iter burocratico, invitiamo a contattare i vari portali che parlano di consenso preventivo, GDPR e privacy (iubenda per esempio). Tornando al punto 2 una volta ottenute le mail andremo ad usare un software di automazione mail come Mailchimp per inviare il nostro coupon/sconto/promozione ai nostri clienti magari con la data di count-down del nostro evento (esempio: evento basato sulla pizza a Km 0) e ovviamente inviare anche delle clip esclusive di come stiamo allestendo il locale in preparazione della fatidica data.
    4. Il giorno precedente all’evento invierete una nuova mail ai vostri contatti con un video di benvenuto da parte del vostro staff e un tour della vostra location. Se siete furbi farete vedere anche un bel buffet e sorpresina di benvenuto cosi da convincere eventuali indecisi.
    5. Fatto questo monitorate i risultati e ovviamente continuate a fidelizzare il vostro pubblico tramite mail per mantenere alta l’attenzione. L’ideale è inviare dei contenuti, infografiche o articoli dal vostro blog di valore (cioè che raccontino le vostre pietanze, perchè avete scelto di intraprendere questa attività, quali sono i valori che vorreste trasmettere con le pizze o ancora curiosità legate al vostro territorio).
    6. Vi renderete conto che l’e-mail marketing, l’utilizzo dei social network come Instagram e l’uso di video esclusivi su IGTV in formato verticale faranno la differenza in modo sostanziale del generare un brand solito per la vostra pizzeria.

Il vostro prodotto e l’USP

La potenza di un brand non si misura solo nella pubblicità o con i social media, devi creare anche dei prodotti/servizi interessanti ed originali. Questo aspetto risulta per assurdo molto sottovalutato e anche le nuove attività propongono piatti fotocopia dei loro competitors. Quello che serve è creatività ed inventiva, questa dovrà essere la grande differenza tra voi e gli altri. Ma cosa intendiamo di preciso?

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Cerchiamo di fare chiarezza, oltre alla qualità del vostro prodotto, dovete agire con una mentalità fuori dagli schemi. Cercare di proporre un USP: Unique Selling proposition, cioè un prodotto/servizio o un’esperienza che potete offrire solo voi e che non è direttamente imitabile da altri competitors. Prodotti qualitativi e USP possono essere cavalli di battaglia e ciliegina sulla torta del vostro brand.

Avete dubbi o non sapete come implementare delle piccole unicità all’interno della vostra pizzeria? Ecco qualche esempio:

  • Salse proprietarie: ketchup, mayonese, salsa barbecue, messicana. Siamo circondati da salse! Ma invece di comprare quelle industriali perchè non crearle in modo artigianale presentandole su un vassoietto con sopra il logo del nostro brand? Questa è un’ottima iniziativa che ci permetterà di creare contenuti fotografici o video legati alla preparazione delle salse da postare su Instagram!
  • Piatti con funzioni speciali brandizzati: servire una pietanza è un’arte, anche il piatto merita la sua parte. Un conto e servire un antipasto di salumi e formaggi su un classico piatto tondo un altro è sfruttare dei vassoi in legno con delle rientranze interne per marmellate, spezie o aggiunte da mixare all’affettato. Sul vassoio in legno puoi pensare di far intagliare il tuo logo e creare diversi tipi di vassoi creando delle Instagram stories su di essi oppure ancora creare dei menù unici basati interamente su pietanze servite su questi piatti.

Case study: Rudy’s ristorante pizzeria

L’altro giorno tra la scrittura di un tips & tricks (trucchi e consigli per ristoranti, pizzerie e fast-food) sul nostro profilo Instagram, qui negli uffici di mrktgram abbiamo visionato un case study esemplare. Chiamarlo cosi forse è esagerato, diciamo che riguarda un documentario incentrato su una famiglia italiana emigrata in America che nel giro degli anni, partendo da camerieri e tuttofare, sono passati a proprietari di un ristorante/pizzeria.

Il documentario si chiama Pizza Shop ed è eccezionale ,potete visionarlo se avete Amazon Prime Video, parla del cambiamento economico e sociale nel mondo della ristorazione vista da una famiglia italo-americana, un pò quell’argomento citato nei paragrafi precedenti dove tempo fa vigeva il concetto di scarsità alimentare mentre oggi vivamo nell’era dell’abbondanza alimentare. Vale la pena leggere i prossimi paragrafi per imparare molto.

Gli inizi

La famiglia Osso parte dalla Calabria in cerca di fortuna negli U.S.A. intorno alla metà del ‘900. Trovano nel New Jersey (vicino New York) la loro casa e fonte di vita, non sanno ancora che rimarrano lì per sempre. Ad attenderli ci sarà il ristorante Rudy’s che cerca camerieri, aiuto pizzaiolo e da come si evince nel film dei factotum, insomma gente che faccia un pò tutto per aiutare il locale.

I fratelli Osso hanno modo, negli anni, di sperimentare lavori come cameriere, aiuto pizzaiolo e chef. Questa esperienza sarà fondamentale perchè, come spesso amiamo dire: i lavori si imparano sporcandosi le mani (facendoli!) non con la teoria. Nel giro di un paio d’anni hanno già una visione a 360° di come gira il mondo nella ristorazione, ancor di più dei proprietari di Rudy’s che probabilmente non colgono appieno l’essenza di lavorare nelle mansioni dei dipendenti. In particolare gli Osso sanno cosa rallenta il processo di ordine dai clienti fino all’arrivo della comanda in cucina piuttosto che l’importanza dell’organizzazione spaziale dello chef.

Già da questo paragrafo puoi porti delle domande:

  • Formazione del personale: i tuoi dipendenti hanno ricevuto la giusta formazione? Dedichi ogni giorno una micro riunione dove spieghi i piatti del giorno, gli abbinamenti e azioni di up-sell/cross-sell per arrotondare il coperto medio che possono compiere direttamente in fase di ordinazione ai tavoli? Forse no, cercavi dei dipendenti giovani da buttare nel tuo locale e lasciarli alla mercè dei clienti preoccupandoti solo che si prendano le 20€ per giornata lavorativa piuttosto che avvisarti ogni volta che i clienti vogliono mangiare qualcosa di particolare o chiedano un semplice consiglio sul piatto del giorno. Niente di più sbagliato! Dedica delle lezioni di 15-20 minuti sui piatti forti di giornata e forma il tuo personale per essere performante e interpellarti il meno possibile durante il servizio ai tavoli!
  • Produttività: il tuo chef possiede tutti gli strumenti per lavorare al meglio? Spesso nelle cucine si sente dire:”non c’è spazio”, “è tutto disorganizzato e fuori posto”,”non trovo niente”. Questo è il risultato di una scorretta organizzazione spaziale della cucina, si dimentica la possibilità di installare delle mensole alle pareti piuttosto che stampare un bel foglio A3/A4 con la mappatura della cucina e la posizione di utensili e contenitori vari. Questo aiuterà te, i tuoi dipendenti e quelli futuri.

Cambiamenti

Successivamente i proprietari di Rudy’s decidono di vendere l’attività e dopo diversi anni passati da dipendenti, gli Osso decidono di acquistare il ristorante/pizzeria e diventarne i proprietari. La ricetta per far andare avanti il locale diventa l’uso di ingredienti di prima qualità e sfruttare il ricettario lasciato dai nonni italiani, un vero Made in Italy. Inoltre la concorrenza è ancora bassa, le basi per per far navigare la barca ci sono tutte.

Passano quindi diversi anni, gli affari vanno bene, la famiglia Osso si allarga ma l’aspetto socio-economico comincia a subire diverse trasformazioni. Avviene quel passaggio da “mondo dell’esigenza/scarsità” a “mondo dell’abbondanza”, se per un pezzo di pane negli anni ’30-’40 si doveva faticare la giornata di lavoro, oggi mega discount nascono come funghi e lo stesso vale per ristoranti, pizzerie e fast-food. Molte di queste attività cominciano ad attuare la tecnica dell’iper competitività offrendo prezzi bassi su tutti i prodotti generando una continua “guerra commerciale” all’ultimo centesimo.

La nuova generazione della famiglia Osso capisce che non basta più il ricettario della nonna calabrese (con tanto di ingredienti segreti!), occorre un cambiamento sopratutto al punto di vista comunicativo, è arrivato il momento di trasformare quella che è una semplice attività di ristorazione in un brand forte.

Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite.

Cit. Alvin Toffler

Come la nuova generazione Osso hanno creato un brand forte per la propria impresa (puoi farlo anche tu per la tua!):

  • Rinnovamenti estetici: comunicare con elementi di arredo, grafici (menù, brochure ecc…) e spaziali la storicità e tradizione del locale. Questo film su Amazon Prime Video fa parte di questa strategia!
  • Concentrarsi sul proprio target: non desideriamo tutti i clienti del New Jersey ma fidelizziamo la clientela che ci segue da più di 50 anni e tramite vari strumenti pubblicitari andremo ad attirare una clientela che ama mangiare la pizza o la pasta come una volta, con uno stile italo-americano e dall’accoglienza familiare. Una sorta di “trattoria della nonna”, questo significa che l’agenzia pubblicitaria che andrà a preparare il piano di marketing online/offline terrà in considerazione questi aspetti per produrre dei video/banner pubblicitari coerenti a questo mood (tema).
  • Elevazione e autorevolezza del brand: per Rudy’s il mondo online è molto importante, sul sito web è presente un’intera sezione “inside Rudy’s” con video dietro le quinte, live cooking, interviste. Metterci la faccia diventa importante per trasmettere umanità verso la potenziale clientela, nessuno al giorno d’oggi prende in considerazione un brand se non conosce chi ci sta dietro e quali sono i suoi valori. Una sorta di Grande Fratello dentro l’attività! Ottima iniziativa per incuriosire la clientela!

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Conclusioni

Abbiamo capito che creare un brand forte possa sembrare facile a parole ma nella pratica è un percorso lungo che non vuole fretta ma, anzi, richiede una lunga e perseverante costanza. Il meccanismo tale per cui un cliente si riconosca nel vostro brand è tutta una questione psicologica, c’è chi lo capisce subito e chi invece deve essere “accompagnato”. Lavorate sulla vostra nicchia, analizzate i dati raccolti e se necessario sperimentate e cambiate strategia ma non svendete mai i vostri prodotti per accaparrarvi qualche cliente, se anche riusciste ad avere più utenza sappiate che non verranno all’interno della vostra struttura per voi ma per il prezzo stracciato che offrite.

Lavorate sulla comunicazione, dedicate del budget sulla promozione di video professionali in Instagam ads e catturate il vostro pubblico con dei funnel di vendita. Questi diventeranno alcuni degli strumenti per arrivare al successo.

Cosa ne pensate? Avete visto anche voi Pizza Shop? Fateci sapere nei commenti!

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