Case study: Ambaradam, Instagram stories marketing

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Quando si parla di hamburger spesso vengono in mente McDonald’s, Old Wild West, Burger King e compagnia varia. Chi opera in questo settore deve stare attento a non entrare in diretta competizione con loro, sarebbe assurdo, per esempio, fare la concorrenza ad un colosso come McDonald’s. Stessa politica dei prezzi? Stessi menù? Ragazzi fallirete entro un mese! Meglio ritargliarsi la propria clientela con un’offerta culinaria e una comunicazione originale. Questo è proprio quello che hanno fatto i proprietari di Ambaradam, scopriamolo insieme in questo case study.


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Storia

Ambaradam nasce a Roseto, in Abruzzo, precisamente a fine 2018. I proprietari Romano Vallese, Rocco de Scisciolo e Samir Ben Ammar, trasformano quella che è una semplice idea in una magnifica realtà: un hamburgeria informale con un grande assortimento di birre artigianali. Lo stesso nome:”Ambaradam” risulta ormai giocoso e stavagante, segno di una mentalità dei proprietari aperta alla sperimentazione continua.

A quanto dice Vallese ha contribuito molto all’apertura del locale i suoi viaggi intorno al mondo, ha potuto constatare e assaporare diversi tipi di hamburger, creandosi, così, un background culinario superlativo, un autentico esperto nel campo degli hamburger. La qualità è la parola chiave, gli hamburger sono di carne fresca macinata al momento ed il pane è casareccio fatto su misura da un forno cittadino. Il bello di tutto ciò che vi stiamo raccontando è che i proprietari lo fanno realmente vedere tramite stories in evidenza! Di narrazione ne abbiamo parlato anche in questa intervista con Giuseppe Guzzo, se vi va potete andare a leggerla.

“L’arte narrativa è la forza culturale che predomina nel mondo. A sua volta l’arte cinematografica ne è il mezzo espressivo prevalente.”

Cit. Robert Mckee

Ma adesso andiamo quindi a vedere la strategia vera e propria nel prossimo paragrafo!

Un articolo pubblicato su La Città, quotidiano di Teramo, racconta la nascita del locale.

La strategia

Da un punto di vista prettamente operativo non è stata adottata una definita strategia per il locale, tuttavia nei momenti prossimi all’apertura sono stati pubblicati sui social una serie di foto e video dedicati proprio ai panini, alla preparazione e ai macchinari utilizzati.

Il post di apertura di Ambaradam. Qui il link diretto.

Ha sicuramente contribuito molto al successo del locale il passaparola generato dall’altra attività dei soci: il Sushita, un elegante ristorante giapponese situato proprio a fianco di Ambaradam. Questa vicinanza geografica, secondo noi, ha contribuito molto all’affluenza di clientela nel locale ma chiaramente non è l’unico fattore incisivo.

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Analisi delle piattaforme

Tutti i nostri case study contengono sempre le principali piattaforme che un’attività tratta ossia: sito web, Facebook, Instagram + IGTV, ads e YouTube. Oggi non è sarà esattamente questo il caso poichè Ambaradam non possiede alcune piattaforme nè effettua ads sui social. Paradossalmente al giorno d’oggi fare successo con un locale senza sfruttare al massimo tutte le piattaforme di marketing esistenti sul mercato (o almeno 2-3 di esse) è impossibile.

Tuttavia possono esserci dei fattori che possono influenzare questo andamento positivo come ad esempio la circostanza di avere già un primo locale dove tramite passaparola invitare i vecchi clienti a provare la nuova attività, ma detto questo, andiamo con ordine e vediamo come si sono mossi i proprietari per spargere la voce sulla nuova apertura.

Facebook

Riguardo la strategia adottata su Facebook i post si rifanno sopratutto ai panini preparati dal locale, notevole qui, il numero delle interazioni, commenti, mi piace ma sopratutto condivisioni. Diciamo impressionante perchè alla fine si tratta di una piccola-medio impresa che non investe in ads ma che grazie alle condivisioni organiche diventa possibile per un singolo post raggiungere buoni numeri di visibilità e interazioni.

A livello potenziale c’è un UGC (User Generated Content) potente ma la mancanza di una strategia di qualunque tipo, per esempio challenge, contest, concorsi, giochi non da l’input a taggare il locale su Facebook per aumentarne la visibilità, basta andare nella sezione:”Community” della pagina Facebook per rendersi conto dei pochi tag del locale.

La qualità delle foto è molto buona, gli scatti e le inquadrature sono ricercate, i colori pieni e sgarcianti. Link diretto a questa foto qui.

Instagram + IGTV

Il pezzo forte che ci ha portato a scrivere un case-study su questo locale non è nè il sito web (non esiste), nè il canale YouTube (non esiste) e neanche la strategia di ads o funnel di marketing adattata (non hanno sfruttato alcuna ads o strategia) ma bensì le potenti storie Instagram in evidenza. Badate bene il locale non ha neanche IGTV e molte foto del profilo sono dei duplicate content delle foto su Facebook (clicca qui per capire cosa sono, vai al paragrafo:”….”).

La qualità è comunque ottima e come detto precedentemente le stories fanno la differenza. In pratica molte di esse documentano degli interi processi e momenti di lavoro vissuto, come se piazzasimo una videocamera all’interno di una cucina di un ristorante e assistessimo alla preparazione dei piatti, allo scambio di battute tra chef e aiuto chef, all’aiuto del titolare per motivare il team, alla preparazione delle pietanze delivery o take away.

“Il cuoco è un artista, è un individuo che lavora su tutti i sensi: gusto, olfatto, vista, tatto e persino udito”.

Cit. Guillermo Rodriguez

Non è finita qui perchè non è tanto il contenuto, in questo caso, a fare la differena ma la qualità, il contesto, il mood e l’incredibile spontaneità tipica del sud Italia. Nella storia in evidenza:”preparazioni” (qui il link per vederla) abbiamo una sorta di docu-film su una serata di preparazione dei panini, dunque, come non entrare in sintonia con il locale quando, ironicamente, il proprietario chiama per soprannome i loro dipendenti? “O’ Sugo”, “Wolverine”, “Come spingono i cavalli”, “Patata”, “Mammuth”. C’è sia umorismo ma anche contenuti educativi che mostrano il funzionamento di alcune macchine come il trita carne, il sottovuoto e la classica piasta da cucina per gli hamburger.

Incredibile l’empatia che crea la storia in evidenza:”Preparazioni”, ci siamo sentiti quasi dentro la cucina grazie al coinvolgimento del proprietario. Qui il link diretto.

Sulla storia:”Staff” invece avviene uno scambio di battute con ogni membro dello staff presentandoli in modo ironico e anche in momenti di relax prima e dopo il lavoro.

I membri dello staff vengono presentati in modo informale ed ironico in questa formidabile storia. Qui il link diretto.

Buone anche se in alcuni casi poco belle esteticamente le altre storie in evidenza, manca un template di fondo o uno stile caratterizzante, ecco qualche esempio:

Il miglior modo per crearsi un template e fare delle prove è utilizzare l’app Preview (iOSAndroid) e l’app Adobe Lightroom (iOSAndroid) per crearsi dei preset (filtri personalizzati) da applicare facilmente alle proprie foto. Sfruttate al massimo i mezzi del digital marketing per promuovere al meglio il vostro ristorante, pizzeria o fast food.

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A salvare il tutto ci pensano i contenuti spontanei ed estremamente in linea con il brand che vuole apparire molto “caciaro” ed un pò rustico made in Sud ma con una qualità delle pietanze da far invidia anche a locali e brand più blasonati. Significa che tutti possono avviare un locale senza sfruttare il marketing, i funnel di vendita e le ads? Attenzione, come detto in precedenza i proprietari di Ambaradam erano già proprietari di un primo locale e sicuramente avranno portato diversa clientela partendo da lì pur essendo un locale totalmente differente.

Inoltre, a nostro modo di vedere, inconsciamente i proprietari hanno adottato una strategia particolare: la spontaneità e la viralità organica dei contenuti, vette raggiunte con le storie Instagram di cui parlavamo prima e le tante condivisioni e interazioni dei post in Facebook. Spesso, ma non sempre, si creano delle situazioni favorevoli alla crescita e al successo di un locale con variabili incontrollabili esattamente come le partite di calcio, si pensa che una squadra sia nettamente favorita su un’altra e poi accade l’impossibile.

Ma questa probabilità altro non è che un’aspettativa che crea il nostro cervello:”siccome la squadra A ha vinto 10 partite di fila rispetto la squadra B ciò significa che vincerà la squadra A”. Non è sempre cosi!

Cosa avremmo fatto noi

Dunque chiudere un case study in un modo così sempliciotto non è da noi dato che vogliamo sempre dare il massimo e fornirvi tutti i suggerimenti e strategie utili per avere successo con il vostro ristorante, pizzeria e wine-bar. Ecco perchè nei prossimi paragrafi parleremo di ciò che avremmo aggiunto, a livello di contenuti e piattaforme, per far volare definitivamente Ambaradam.

Sicuramente lato sito web si poteva costruire un portale con un blog da sfruttare per le strategia di re-marketing, servizi di prenotazioni tavoli, embed di recensioni o post rilevanti (l’embed è una tecnica che consente di incollare post, video, chatbot e contenuti provenienti da altri siti web, app, social network o altre piattaforme digitali). In particolare con una strategia di blogging avremmo fidelizzato la clientela già acquisita e attratto della nuova andando a segmentare il pubblico in base agli articoli più let e offrendo loro delle promozioni personalizzate.

Tutto ciò è chiaramente possibile con il Facebook Pixel che consente di tracciare e mostrare inserzioni personalizzate agli utenti su Facebook e Instagram. Su YouTube, invece, sarebbe stato l’ideale creare un “Netflix” di contenuti con playlist divise per categorie magari come si fa con Instagram tramite le stories in evidenza, quindi: team, preparazione, staff ecc… (quelle che abbiamo visto sopra nel paragrafo Instagram + IGTV) ma ovviamente qui avremmo inserito contenuti inediti e una sezione di spot professionali realizzati da un videomaker. Questi video sarebbero poi stati parte di una newsletter mensile o di ads per attirare l’attenzione di nuovi clienti o far ritornare i vecchi.

Esempi di funnel di vendita

Per finire vediamo un pò di strategie da applicare come funnel di vendita (percorsi di vendita) e quindi cercare di sfruttare al meglio le ads.

Funnel 1:

  1. Mettiamo di avere la situazione attuale, ovvero, possedere solo gli account Facebook e Instagram. Una prima cosa che si può fare è realizzare un trailer del locale, anche di pochi minuti e puntare come obiettivo di ads la:”copertura” che consente di far vedere il video al maggior numero di persone possibili. Il tutto geolocalizzato nelle vicinanze del locale senza particolari impostazioni per il pubblico di riferimento (magari qualche accorgimento sull’età da inserire in base la clientela del locale).
  2. Successivamente creiamo una nuova ads basata su chi ha visto il 50% del video precedente e mostriamo loro un’offerta ad un prezzo estremamente conveniente. Gli utenti per accedere all’offerta dovranno darci la loro mail (tutto possibile tramite il raccoglitore contatti del gestore inserzioni Facebook o magari con una landing-page) e tramite Mailchimp (software di mail marketing gratuito fino a un tot di contatti) manderemo loro il coupon scsonto. La cosa fondamentale è raccogliere la mail che ha un grandissimo valore, potremmo sfruttarla per il re-marketing e le future newsletter, doppio vantaggio!

Funnel 2:

  1. In questo caso facciamo finta di avere anche un sito web con diversi articoli attivi: cette, focus su alcune pietanze, esperienze dei proprietari, eventi ecc… . Andremo a creare una prima ads avente come pubblico chi ha interagito negli ultimi 30 giorni con il profilo Instagram mostrando loro un video di un panino specifico: doppio cheeseburger con insalata e salsa yogurt fatta in casa.
  2. Creiamo quindi una seconda ads per chi ha visto il 50% del video precedente e l’indirizziamo su un articolo del blog che parla proprio di questo panino raccontandone come è nato, gli ingredienti, la preparazione della salsa yogurt artigianale ecc… .
  3. Infine l’ultima ads sarà un’offerta per chi avrà scrollato verso il basso almeno fino al 70% dell’articolo o se vogliamo tenerci più generici anche solo chi ha aperto l’articolo. Tutto possibile grazie al Facebook Pixel che dovremo assolutamente installare sul nostro sito web.

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Conclusioni

Aprire un fast food senza sfruttare tutte le piattaforme e possibilità del digital marketing può essere un’azzardo che potreste pagare veramente caro. Il buon vecchio passaparola e le condivisioni social organiche se costanti e localizzate sempre nel vostro paese possono sicuramente aiutarvi ma non cullatevi troppo, nel lungo periodo, non è mai una buona scelta. Un meccanismo di fidelizzazione della clientela tramite contenuti social o sul blog rimane sempre il miglior modo di comunicare con i propri potenziali e vecchi clienti. Importantissima anche la parte servizi: delivery e take away con chatbot o prenotazione online sono essenziali per la clientela futura, sopratutto quella giovane!

Voi quale strategia avete adottato per aprire il vostro fast food? Fatecelo sapere nei commeni qua sotto!

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